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Pirateria informatica: Emilia Romagna regione virtuosa

Pirateria InformaticaIl tasso di pirateria informatica riscontrato in Emilia Romagna dal 2006 ad oggi è pari ad una media del 15,4 per cento, nettamente inferiore rispetto a quella nazionale del 17 per cento. É quanto emerge dalle operazioni di controllo effettuate da Microsoft Italia presso i rivenditori della regione, attraverso l’attività dei cosiddetti Mistery Shopper, che richiedono l’acquisto di prodotti software per verificarne la conformità alle norme di legge e alle norme contrattuali all’atto di vendita.

Dalla prima rilevazione effettuata quattro anni fa, Microsoft Italia ha visitato 513 punti vendita e per 81 volte il Mistery Shopper ha rilevato qualche irregolarità nella vendita dei prodotti Microsoft, portando il tasso di pirateria regionale medio dal 2006 ad oggi al 15,4 per cento. Su base provinciale i risultati evidenziano come Cesena sia stato il capoluogo di provincia più colpito dal fenomeno, con quasi 1 offerta su 2 di software Microsoft non originale. Al secondo posto Piacenza con il 27 per cento, seguita da Ravenna, 25 per cento, e Modena, 21 per cento. La provincia più virtuosa è risultata Reggio Emilia, dove, durante l’ultima fase dell’attività, neppure uno dei rivenditori visitati dal Mistery Shopper ha effettuato un’offerta di software Microosft non originale.


Segnale distintivo della Regione Emilia Romagna è l’oscillazione del tasso di pirateria informatica: dal 2006 ad oggi, infatti, a decrescita è seguita l’anno successivo una crescita. Si è così passati dal 20 per cento del 2006 al 16 per cento di quest’anno, passando per il 13 per cento del 2007, il 15 per cento del 2008 e il 13 per cento del 2009.
Nel confronto con le regioni limitrofe, l’Emilia Romagna si posiziona tra le peggiori: il 16 per cento del tasso di pirateria informatica riscontrato nella regione è meglio solo rispetto a quello della Toscana con il 19,7 per cento. Meglio fanno le Marche (9 per cento), la Lombardia (9,8 per cento ) e il Veneto (13 per cento).

Il fenomeno della pirateria sul software per PC in Italia registra un incremento del’uno per cento nel 2009, rispetto ai dati relativi al 2008 (ossia dal 48 al 49 per cento). Lo studio The Economic Benefits of Reducing Software Piracy di IDC, rilasciato lo scorso settembre, rileva che in Itlia una riduzione del tasso di pirateria informatica in quattro anni di dieci punti percentuali genererebbe, nel settore ICT, più di 7.500 posti di lavoro, 3.637 milioni di euro in termini di nuovi volumi d’affari e oltre 1.245 milioni di euro di ulteriori entrate fiscali entro il 2013. Inoltre, la ricerca stabilisce che questi vantaggi risultano maggiori laddove il tasso di pirateria software venga ridotto in tempi più rapidi: se, ad esempio, l’Italia fosse in grado di ridurre la pirateria del 10 per cento nell’arco di soli 2 anni invece di 4, ciò rappresenterebbe un impulso sia per il sistema economico complessivo che per l’Erario pari al 37 per cento

Posted by on Nov 20 2010. Filed under Primo Piano, Ultime notizie, Zoom. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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