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Google anticipa il futuro: “Pronta l’auto che viaggia senza autista”

Google Car senza autistaL’automobile che si guida da sola è finalmente realtà. L’ha progettata e sviluppata Google. Non si tratta di un disegno su un brevetto, né di un esperimento condotto in una pista di prova. Il prototipo di Google Car ha già superato il test della strada percorrendo ben 140mila miglia, spostandosi tra il campus di Mountain View, gli uffici Google di Santa Monica e Hollywood Boulevard, circolando su Lombard Street, attraversando il ponte Golden Gate, viaggiando sull’Highway Pacific Coast e districandosi sulle vie che circondano il lago Tahoe.

Google ha comunicato la notizia attraverso un post sul suo blog ufficiale. L’azienda californiana ha chiarito che l’invenzione è lo strumento per raggiungere un obiettivo più grande: quello di aumentare la sicurezza delle automobili e far diminuire gli incidenti stradali. Citando i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui ogni anno le vittime della strada sono 1,2 milioni, Google ha spiegato che l’utilizzo delle macchine-robot potrà salvare fino a metà di queste vite.
“Larry e Sergey (Larry Page e Sergey Brin, ndr) fondarono Google con l’obiettivo di risolvere i grandi problemi legati all’utilizzo della tecnologia. E uno di questi problemi su cui oggi stiamo lavorando è l’efficienza dei trasporti e la sicurezza delle automobili – scrive Google sul suo blog  –. Il nostro obiettivo è quello di prevenire gli incidenti stradali, restituire più tempo libero alle persone e ridurre le emissioni di gas inquinanti modificando le abitudini di utilizzo delle automobili”.


La Google Car è una normale automobile sulla quale è installato un innovativo software e un sistema di videocamere, sensori radar e telemetri laser. La vettura è così in grado di “vedere” il posizionamento delle altre automobili nel traffico, riconoscere i segnali stradali, e orientarsi utilizzando alcune mappe elaborate a partire dalle informazioni raccolte precedentemente da veicoli “normali” guidati da autisti umani.

L’edizione on line del New York Times svela che Google ha utilizzato per i suoi test una Toyota Prius e che nelle scorse settimane molti autisti avevano segnalato di aver avvistato sull’autostrada 101 in direzione San Franisco una macchina senza autista, con due grosse videocamere sul tetto. In realtà, nonostante l’automobile si muovesse autonomamente e il posto di guida fosse vacante, a bordo erano sempre presenti un pilota esperto, pronto a prendere in qualsiasi momento il comando del veicolo, ed un tecnico di Google che monitorava il funzionamento del software. Inoltre la polizia locale era costantemente informata dello svolgimento dei test.

Potenzialmente le Google Car potrebbero raddoppiare la capacità di contenimento delle strade, perché i veicoli viaggerebbero  tra loro più vicini. Non ci sarebbe traffico, e i trasferimenti sarebbero più veloci. Inoltre, non essendoci pericolo di scontro tra vetture, i modelli potrebbero essere costruiti con materiali più leggeri e quindi consumare meno carburante.

L’introduzione di automobili guidate da software non sarebbe una semplice innovazione tecnologica, bensì una rivoluzione dell’intero sistema dei trasporti su strada che pone numerosi quesiti, legati, ad esempio, alla sicurezza dei software e alle controversie di natura legale (chi sarebbe responsabile in caso di un incidente stradale?). Per questi motivi anche Sebastian Thrun, l’ingegnere di Google che ha avuto l’idea di costruire la macchina senza autista – co-inventore del servizio di mappatura Google Street View -, si è mostrato prudente, stimando che ci vorranno anni prima che questa tecnologia possa essere accettata e implementata.

Perchè dunque investire così tanto tempo e risorse in questo progetto? Lo spiegazione è contenuta nella conclusione del post sul blog ufficiale di Google: “Siamo sempre stati ottimisti sulla capacità della tecnologia di far progredire la società, motivo per il quale abbiamo spinto tanto per migliorare la nostra automobile che si guida da sola. Anche se questo progetto è ancora in fase di sperimentazione, già fornisce un assaggio di quello che potrebbe essere il futuro. E questo futuro è molto eccitante”.

Posted by on Ott 10 2010. Filed under Primo Piano, Ultime notizie, Zoom. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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