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Conti in rosso per il settore IT in Italia: -7,6% nel 2010

StatisticheComplice la crisi economica globale, il mercato italiano dell’information tecnology registra nel 2010 un calo del 7,6 per cento, con un volume che si attesta a 19.271 milioni di euro e fa registrare un nuovo ribasso dopo quello del 4,5 per cento del 2009.
Il dato italiano è anche peggiore rispetto alla media europea (-6,3 per cento) mentre in altre economie internazionali l’IT ha già ripreso la crescita: Nord America (+2,5 per cento), Giappone (+0,6 per cento), Cina (+11,5 per cento) e India (+13,5 per cento).
Questa la fotografia delll’Assintel Report 2010, la ricerca annuale sul mercato dei software e servizi IT in Italia, effettuata da Nextvalue per conto di Assintel, l’Associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Imprese per l’Italia.

Tutti i principali segmenti di mercato hanno il segno meno fuorché quello consumer, che sale di un modesto 1,2 per cento con 1.264 milioni di euro di spesa. Dato da leggere in modo più positivo di quanto appaia, a fronte di una diminuzione media dei prezzi del 6,5 per cento.
In coda alla classifica ci sono il segmento dell’industria, con una flessione del 13,6 per cento, quello del commercio e della distribuzione dei servizi (-12,7 per cento), seguite da logistica e trasporti (-9 per cento), pubblica amministrazione (-8,6 per cento),  telecomunicazioni (-7,7 per cento), assicurazioni (-5,6 per cento ), enti locali (-4,3 per cento) e sanità (-3,9 per cento).
Unico segnale positivo è l’inversione di tendenza del segmento banche, che in qualità di maggior spender IT rallenta la riduzione degli investimenti passando dal -6,5 per cento dello scorso anno al -3,7 per cento del 2010.


A livello dimensionale, la spesa IT nel settore business peggiora rispetto al 2009 segnando un complessivo calo dell’8,2 per cento. Le contrazioni maggiori sono delle aziende più piccole, con cali del 13,7 per cento per le micro, del 10,5 per cento per le piccole e  del 9.9 per cento per le medie imprese. In lieve miglioramento la fascia alta degli spender IT, che risale di 0,2 punti segnando però una flessione del 6,4 per cento.
In picchiata l’hardware (-18,6 per cento ), male i servizi IT (-3,8 per cento) ma meglio dello scorso anno (erano al -6,3 per cento), e segno positivo per il software (+2,7 per cento): questa in sintesi la situazione dei tre segmenti di cui è composta la spesa IT italiana.
Nonostante i dati negativi, non mancano i segnali di ripresa, soprattutto a partire dal secondo semestre. Secondo il rapporto Assintel, nei prossimi mesi il mercato dell’information tecnology in Italia attravresà una fase di transizione, nella quale ci saranno investimenti ridotti, contrazione delle risorse e ottimizzazione dei processi, che sfocierà in una consolidamento delle imprese del settore a beneficio della razionalizzazione dell’offerta.

“Per irrobustire la crescita e rilanciare i consumi – secondo Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia – diventa centrale l’innovazione, uno degli strumenti fondamentali per l’inversione di rotta. L’Innovazione deve, però, essere indirizzata anche e  soprattutto al mondo dei servizi, perché oggi già contribuiscono per il 58 per cento alla creazione della ricchezza nazionale e per il 53 per cento all’occupazione”.

“I numeri della crisi dell’IT italiano – dichiara Giorgio Rapari, presidente di Assintel -, ci dicono che il nostro sistema sta arrivando ad un punto rottura: occorre cambiare registro, puntando su una vera e complessiva Innovazione di tutta la struttura socio-economica. Per fare questo serve un nuovo modello di coesione, a partire dalla rappresentanza imprenditoriale per arrivare ad un nuovo patto sociale per la crescita. E la politica deve fare la sua parte”.

Posted by on Ott 14 2010. Filed under New Economy, Ultime notizie, Zoom. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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